La rinascita del patrimonio storico della Calabria ionica, profondamente ferito dall’esondazione del fiume Crati nel gennaio del 2013, si è concretizzata in un imponente e delicato cantiere di recupero e tutela. L’evento calamitoso, aveva sommerso l’intera area archeologica e il museo con oltre 250.000 metri cubi di fango, detriti e materiale alluvionale, compromettendo gravemente pavimentazioni antiche, mosaici e basamenti storici.
L’affidamento dei lavori per gli interventi urgenti di salvaguardia e conservazione, ha richiesto un approccio multidisciplinare tempestivo e ad altissima specializzazione tecnica, volto non solo a liberare le strutture storiche dal fango ma a consolidare e proteggere l’intero asset monumentale del Parco Archeologico della Sibaritide.
Il fulcro operativo del restauro si è espresso attraverso la complessa tecnica dell’anastilosi, un procedimento di precisione millimetrica che ha permesso di ricomporre monumenti e colonne frammentate impiegando rigorosamente i loro elementi originari. Ciascun blocco lapideo e frammento architettonico è stato preventivamente studiato, catalogato e rimontato rispettando i rigidi principi internazionali di autenticità, reversibilità e riconoscibilità dell’intervento. Un’attenzione speciale è stata dedicata al recupero e alla valorizzazione della cornucopia, antico elemento iconografico del sito e simbolo di abbondanza e rinascita, assunto a emblema dell’intero progetto di rinascita culturale.
Finanziato dal PNRR Cultura 4.0, questo progetto rappresenta per noi un esempio di come la riqualificazione infrastrutturale possa coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e valorizzazione storica del territorio.